In materia di mantenimento dei figli, il principio generale è che l’importo dell’assegno deve essere proporzionato ai bisogni dei minori e, contemporaneamente, alle effettive possibilità economiche dei genitori.
Non si tratta di un’obbligazione fissa, ma è suscettibile di essere modificata sulla base di eventi sopravvenuti, come la perdita o il cambio dell’attività lavorativa.
Non è necessario che la perdita di reddito sia definitiva; è sufficiente che il cambiamento sia serio e documentato e che il giudice valuti la sostenibilità dell’obbligo nel nuovo quadro economico.
Sul cambio dell’attività lavorativa, appare interessante la recente sentenza del Tribunale di Bergamo n. 1331/2025 del 30 novembre 2025, che ha segnato un’applicazione pratica e coerente di tale principio.
Nel caso esaminato il genitore obbligato ha perso un posto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e ha avviato un’attività autonoma che comporta entrate più basse e meno certe.
Sulla base di tale cambiamento il tribunale ha ridotto l’assegno mensile ritenendo legittima la richiesta di revisione, in quanto la transizione dal rapporto di lavoro dipendente all’attività autonoma ha determinato:
• la caduta dell’entrata fissa mensile;
• entrate variabili e meno prevedibili;
• la necessità di sostenere oneri connessi all’avvio dell’attività (contributi, spese iniziali, ecc.).
Il tribunale ha valutato la documentazione prodotta (dichiarazioni fiscali, estratti conto, eventuali contratti o preventivi, prove dei costi sostenuti per l’avvio dell’attività) e ha ritenuto che la precedente misura dell’assegno non fosse più sostenibile senza violare il principio di solidarietà economica reciproca, riducendone l’importo e calibrando il mantenimento sulle concrete e attuali possibilità del genitore.
Consigli pratici per chi chiede la revisione (genitore obbligato)
• Documentazione: raccogliere dichiarazioni dei redditi (ultimi anni), certificati INPS, estratti conto bancari, fatture e spese relative all’avvio dell’attività, preventivi, e ogni documento che dimostri la diminuzione del reddito.
• Temporalità: agire tempestivamente, non aspettare che si accumulino debiti; la domanda di revisione si fonda su eventi sopravvenuti e documentabili.
• Proposta alternativa: presentare una proposta equa di nuovo importo accompagnata da piano economico (previsioni di reddito, costi fissi) per dimostrare buona fede e collaborazione.
• Misure transitorie: ove possibile, chiedere una riduzione temporanea dell’assegno con riesame dopo un periodo predeterminato (ad esempio 12–24 mesi).
Consigli pratici per il genitore beneficiario
• Verificare la documentazione: chiedere prove del cambiamento e valutarne la fondatezza.
• Protezione del minore: evidenziare bisogni specifici del figlio (salute, istruzione, attività extrascolastiche) e fornire documentazione delle spese necessarie.
• Soluzioni alternative: valutare forme di supporto condiviso (es. partecipazione a singole spese ordinarie) o piani di pagamento temporanei che salvaguardino i bisogni essenziali del figlio.
Perchè è importante richiedere una consulenza legale:
• Assistenza probatoria: selezionare i documenti più significativi, predisporre memorie chiare e proporre perizie economiche se necessario.
• Mediazione: esplorare accordi stragiudiziali che possono risolvere la questione in modo più rapido e meno conflittuale.
• Richieste cautelari: in casi particolari si può chiedere la sospensione parziale o la modulazione temporanea dell’assegno, ma il giudice valuta sempre il migliore interesse del minore.


