La convivenza stabile del coniuge beneficiario con un nuovo partner è uno dei fatti più frequentemente discussi in sede di revisione o di revoca dell’assegno di mantenimento.
La nuova relazione non comporta automaticamente la perdita dell’assegno, ma può giustificare la sua riduzione o revoca quando dalla convivenza trae origine una reale stabilità economica e affettiva che crea un nuovo nucleo familiare.
La Corte di Cassazione, nella pronuncia n. 3645/2023, ha stabilito che “ai fini della revoca dell’assegno divorzile, la convivenza more uxorio instaurata dall’ex coniuge che ne sia beneficiario può costituire fattore impeditivo del relativo diritto anche quando non sia sfociata in una stabile coabitazione, purché sia rigorosamente provata la sussistenza di un nuovo progetto di vita dello stesso beneficiario con il nuovo partner, dal quale discendano inevitabilmente reciproche contribuzioni economiche, gravando l’onere probatorio sul punto sulla parte che neghi il diritto all’assegno”.
Onere della prova e mezzi probatori
Chi chiede la revoca (l’ex coniuge obbligato) deve provare la convivenza stabile e il relativo impatto economico, depositando in giudizio:
• Documenti di residenza o autocertificazioni sulla convivenza (sebbene la residenza anagrafica non sia sempre decisiva);
• Contratti di locazione, intestazioni comuni di utenze, spese condivise (ricevute, estratti conto);
• Testimonianze, fotografie, messaggi che attestino la vita in comune;
• Prove di contribuzione economica del nuovo partner (buste paga, dichiarazioni fiscali);
Aspetti pratici e consigli legali per l’ex coniuge che chiede la revoca:
• Raccogliere prove documentali solide (contratti, estratti conto, fatture, mail, ricevute).
• Valutare un approccio graduale: chiedere prima la riduzione con revisione dopo un periodo di osservazione.
• Considerare la mediazione familiare per trovare un accordo stragiudiziale che tenga conto delle esigenze del figlio, se presenti.
Aspetti pratici e consigli legali per l’ex coniuge beneficiario:
• Dimostrare che la convivenza non ha inciso sulla sua situazione economica;
• Valutare un accordo che contempli un contributo in natura (pagamento diretto di determinate spese) come alternativa a un assegno in denaro;
Perchè è importante chiedere una consulenza legale:
• L’avvocato può costruire una linea probatoria chiara, sia per chi chiede la revoca sia per chi la contesta.
• Il giudice può disporre indagini patrimoniali o acquisire documenti tramite richiesta agli enti (es. banche) per verificare la reale situazione economica.
• Soluzioni possibili: riduzione dell’assegno, revoca totale, conservazione dell’assegno con contribuzione in natura, o sospensione temporanea in attesa di prove più complete.


